Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare…

una macchina fotografica. 

Parafrasando il poeta De Andrè, lo strumento fotografico diventa estensione stessa del proprio corpo, lo si muove come un muscolo, lo si manipola,
e l’opera si plasma come un pensiero.
È questo il segreto del lavoro di Walter De Lucia, nessun artificio, nessuna affettazione, poche parole e sguardi che comunicano,
la capacità di cogliere il momento senza tentare di riprodurlo.